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Personal Branding: cos’è, come si fa e perché farlo

Personal Branding: cos’è, come si fa e perché farlo

da | Business

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Il Personal Branding è l’attività con cui il proprio brand, la propria immagine, la propria «azienda personale», viene ideata e strutturata. Può essere definito come ciò che viene detto, sentito e pensato a livello collettivo dalle persone su di noi e sui servizi che offriamo, nella vita personale e professionale.

Il termine viene comunemente fatto risalire ad un articolo di Tom Peters del 1997 su FastCompany: «You’re branded, branded, branded, branded. […] Everyone has a chance to learn, improve, and build up their skills. Everyone has a chance to be a brand worthy of remark». Tuttavia, i concetti di self-branding e brand individuale vengano già menzionati in un libro del 1980: «Positioning: The Battle for Your Mind».

Personal Branding, che cos’è

Il Personal Branding è un processo attraverso cui una persona definisce i propri punti di forza distintivi rispetto a tutti gli altri e, in particolare, i propri competitors (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.), creando un proprio marchio personale, che va comunicato poi nel modo più efficace. In tal senso è necessario ricordare:

  • Come condurre la comunicazione. Analogamente a quanto avviene nella promozione di prodotti commerciali, occorre utilizzare tecniche di marketing per affermare sul mercato la propria identità. In particolare, chi applica il Personal Branding al web ha lo scopo di creare una rete di seguaci attraverso social media, blog ed eventi online e offline, per aumentare la propria reputazione sul web;
  • L’obiettivo. Anche qui lo scopo ultimo sta nel Brand Positioning: il posizionamento nella mente dell’utente del proprio brand, del nome del professionista, in associazione a una precisa peculiarità, a un concetto che inequivocabilmente lo distinguerà dai concorrenti. È il principio della Brand Awareness, il principio per cui, evocando il proprio nome o brand, vi si associ immediatamente quel servizio che solo noi possiamo offrire al top della qualità, e viceversa;
  • Il percorso. Esso consiste soprattutto nel raggiungimento e nell’esercizio costante di un’influenza sul proprio network, la propria community virtuale e non solo, attraverso esperienze da far vivere al cliente, l’Engagement marketing, creando così «seguaci fedeli», followers fidelizzati online ed offline;
  • Come misurare il successo. I professionisti utilizzano software di monitoraggio della web reputation, in grado di valutare la soddisfazione dell’utenza, fare indagini di mercato e monitorare le tendenze dei propri followers.

Personal Branding, perché farlo

Per i liberi professionisti e gli imprenditori, la costruzione di un marchio personale non è mai stata più importante di oggi. Un recente studio di Upwork ha rivelato che la forza lavoro freelance sta crescendo ad un ritmo 3 volte più veloce rispetto alla forza lavoro complessiva negli Stati Uniti. Entro il 2027, i freelance dovrebbero costituire la maggioranza della forza lavoro USA. E anche da noi l’andamento non è troppo diverso. Chiunque abbia accesso a web e social media può creare un pubblico, posizionarsi come esperto e iniziare ad attirare clienti per il proprio business. E proprio questo stanno facendo ormai sempre più professionisti. Divenire un leader nel proprio settore è ormai imperativo per tutti, come già abbiamo visto sul nostro blog.

Non bisogna perdere tempo, dunque, ma imparare a posizionarsi bene sul mercato, per non restare indietro rispetto alla concorrenza. Questo vale sia nel caso in cui tu sia un libero professionista, e tu sia dunque in qualche modo «la tua azienda», sia nel caso in cui tu stia costruendo una società col proprio marchio (un software o un’azienda di prodotti fisici, ad esempio). In entrambi i casi, il tuo marchio è ciò che ti distingue dalla concorrenza, contribuendo a creare un’impressione duratura nella mente del pubblico e dei clienti e, anche nella seconda ipotesi, la maggior parte delle persone è più interessata a seguire altre persone, anziché società specifiche, almeno in prima battuta. Pertanto, la creazione di un pubblico per il tuo marchio personale può effettivamente contribuire ad aumentare l’esposizione per la tua azienda. Qualche esempio?

  • Elon Musk ha più followers su Twitter rispetto a tre delle sue società (Tesla, SpaceX e SolarCity) messe insieme: 25,6 milioni di followers. Lo stesso vale per:
  • Richard Branson (Virgin), con 12,6 milioni di followers;
  • Arianna Huffington (Thrive Global), 2,97 milioni di followers;
  • Gary Vaynerchuck (VaynerMedia), 1,86 milioni di followers.

Tutti hanno forti marchi personali che sfruttano per aumentare l’esposizione e attrarre più clienti per le loro aziende. Riepilogando, ecco dunque in sintesi perché fare Personal Branding e i principali benefici che può portare:

  • Creazione di fiducia e autorità nel proprio settore;
  • Buon posizionamento a livello mediatico, con facilità a diffondere le proprie pubblicazioni online, i propri video o podcast, i propri contributi;
  • Costruzione della propria rete di contatti fidelizzati, online e offline;
  • Possibilità di chiedere compensi competitivi sul mercato, giustificandoli con la qualità dei propri servizi, senza doversi «svendere» o cedere al compromesso di essere «sottopagati», magari con la scusa della crisi;
  • Creare una piattaforma duratura: nel corso del tempo, qualunque attività evolve. Potresti avviare più aziende in diversi settori, cambiare compagnia o altro ma, a restare sempre con te, sarà appunto il tuo marchio personale: cui devi dedicare da subito la massima cura.

Personal Branding, come farlo

Sette i passi fondamentali in cui potremmo riassumere la nostra mini guida a come realizzare, nel modo più efficace un’attività di Personal Branding che ti distingua rispetto a tutti i competitors.

  • Costruisci le tue fondamenta: come ogni palazzo che va creato dal principio, il primo mattone è decisivo. Nel nostro caso, la prima pietra è quella dell’autenticità, della trasparenza. Il fatto che tu debba creare il tuo personaggio non significa certo che tu debba mentire: al contrario, personaggio va qui inteso come personalità che, in un’epoca di crisi come la nostra, può essere definita solo in base alla sua autenticità e trasparenza, la sua affidabilità, la fiducia di cui devi sempre mostrarti degno. Il tuo brand dev’essere dunque un vero riflesso delle tue capacità, passioni, valori. Cerca dunque di chiarire:

Le tue abilità e credenziali: quali competenze hai acquisito nel corso della tua vita? Che tipo di formazione, credenziali, certificazioni o premi hai ricevuto?

Le tue passioni e interessi: quali settori t’interessano di più? Cosa ti appassiona?

I tuoi valori: in che cosa credi?

Una volta chiarito tutto questo, componi gli elementi chiave del tuo brand, cercando di comprendere:

La tua vision: per che cosa vuoi essere conosciuto e riconosciuto? Qual è il tuo cavallo di battaglia?

La tua mission: perché vuoi costruire il tuo brand? Qual è il tuo obiettivo? Che cosa vuoi realizzare e chi vuoi influenzare?

Il tuo messaggio: che cosa vuoi dire, comunicare al mondo? Se potessi dare un solo consiglio al tuo pubblico, quale sarebbe?

La tua personalità: quali sono le tue caratteristiche personali che puoi attribuire al tuo marchio? Come vuoi essere percepito dal tuo pubblico?

  • Scegli il tuo pubblico in target: non commettere l’errore di rivolgerti a chiunque, pensando che tutti possano essere i tuoi potenziali clienti. Il tuo cliente ideale avrà invece un profilo ben stabilito e occorre comprenderlo, definirlo quanto prima per non rischiare che ci sfugga. Non è necessario raggiungere tutti per costruire un’attività di successo. Hai bisogno piuttosto di raggiungere i tuoi «clienti perfetti». Ciò significa identificare un target di riferimento specifico e costruire un marchio che sia attraente per loro. Come creare, però, il profilo del proprio cliente perfetto? Ecco alcune domande che devi porti, le cui risposte ti aiuteranno in questa delicata operazione:

Dati demografici: qual è l’età, il sesso, il grado d’istruzione, lo stato relazionale, il reddito, la professione delle persone che vuoi raggiungere?

Desideri e aspirazioni: quali sono i loro sogni, obiettivi e aspirazioni?

Punti critici e sfide: con cosa stanno lottando? Che cosa impedisce loro di raggiungere i propri obiettivi?

Puoi anche dare un’occhiata alla Guida di Hubspot per creare la tua Buyer Persona.

  • Crea un’offerta irresistibile: un’offerta, chiariamolo subito, che rientri tra le tue specialità e passioni, ma sia anzitutto qualcosa di cui il tuo pubblico ha bisogno, che la tua community anzitutto vuole, non che vuoi tu perché, magari, ti sei innamorato della tua idea e vuoi portarla avanti talora anche un po’ ciecamente – errore commesso da molti imprenditori, che si accorgono solo dopo di non aver nessuno che sia disposto a pagare per questo. La «formula» di un’offerta davvero irresistibile? Capire bene:

Che cosa ami fare di più, in che cosa riesci meglio: devi posizionarti come uno specialista, non come un tuttologo. Prometti ai tuoi clienti un risultato molto specifico e progetta un’offerta specializzata per aiutarli a raggiungere tale risultato. Che cosa fai? Qual è la proposta davvero di valore che puoi offrire ai tuoi potenziali clienti?

Ciò che la tua Buyer Persona vuole davvero, di che cosa ha realmente bisogno: qual è il problema specifico che il tuo servizio, e soltanto il tuo servizio, potrà e dovrà andare a risolvere?

L’incrocio tra questi fattori – «Che cosa ami fare + Quello che sai fare meglio + Quello che il tuo pubblico vuole di più» – ti consentirà di trovare la tua «offerta irresistibile».

  • Ottimizza il tuo sito web. «Esserci» su web, avere una propria identità online è divenuto ormai non solo necessario ma inevitabile. Non si tratta più di scegliere se esserci o non esserci, puoi solo scegliere come essere sul web. In tal senso, i social network sono importanti, ma mai affidare in toto la propria presenza online a piattaforme non proprietarie. Solo il tuo sito Web è da te realmente posseduto e controllabile: visitare il tuo sito sarà la prima cosa che i tuoi clienti, tali o potenziali, di solito faranno. E la prima impressione resta decisiva. Come già visto nel nostro articolo sulle regole da seguire per creare una strategia di Funnel Marketing, cura al massimo l’ottimizzazione del sito in ottica SEO e il suo miglior posizionamento sui motori di ricerca. In tal senso, individua bene i fattori chiave che non devono mai mancare nel tuo website, sia livello di Home Page sia nelle pagine interne. Tra questi:

Un logo professionale, per cui puoi affidarti a uno specialista e/o anche a strumenti di business online;

La tua proposta di valore, che avrai imparato a confezionare secondo i criteri indicati sopra;

Fotografia professionale, realizzabile anche qui grazie al supporto di un fotografo professionista;

Testimonianze, endorsement e recommendations, dai tuoi clienti diretti offline e/o da «attestati di valore» ed autorevolezza provenienti da social media;

Una chiara call to action: offri ai tuoi visitatori un chiaro invito a un’azione successiva – adesione a una mailing list, registrazione per un webinar gratuito, download di un e-book o, ancora, richiesta di una consulenza gratuita – per convertire lead e prospect in customers;

Chi sei: racconta la tua storia personale, che sia anche una sintesi dei tuoi valori e del tuo «credo», della tua mission, della tua vision;

Prodotti/Servizi: pagina più tecnica che consenta ai tuoi visitatori di capire bene i prodotti o servizi che offri, elencandoli insieme ai link per saperne di più, così è più facilmente possa attivarsi il processo di conversione;

Contenuti e/o risorse gratuite: post di blog, episodi di podcast, video utili o elenchi di risorse che hai creato o consigliato;

Contatti: offri ai visitatori del tuo sito un modo specifico per contattarti, attraverso magari canali differenti – email, social media, ecc. – anche in base al motivo per cui intendono mettersi in contatto con te.

  • Crea una strategia di contenuto: creare e distribuire contenuti è uno dei modi più efficaci per costruire il tuo marchio e guadagnare la fiducia del tuo target. Invece di cercare di convincere il pubblico che puoi aiutarli, puoi creare contenuti che li aiutino realmente.

Distribuisci gratuitamente i tuoi contenuti. Iniziare con una strategia di distribuzione di contenuti gratuiti ti consentirà di farti apprezzare e stimare da anche da chi inizialmente non ti conosce e potrebbe non volersi assumere subito la responsabilità di un investimento sui tuoi servizi. Dargli la possibilità iniziale di conoscere ciò che puoi offrire senza spendere da subito fidelizzare i tuoi contatti e trasformerà i prospect in clienti acquisiti;

Seleziona il tipo di contenuti da diffondere maggiormente. Puoi scegliere tra testi, articoli, video, podcast, webinar, corsi online, guide PDF, e-book, infografiche, news o case studies particolari e utili;

Seleziona l’argomento migliore per i tuoi contenuti, anche avvalendoti di tool come lo Strumento di pianificazione delle parole chiaveBuzzSumo e Answer The Public.

Scegli i canali attraverso cui distribuire i tuoi contenuti: il tuo sito o blog in primis, ma anche social media, email e Newsletter, YouTube, iTunes o Spreaker per i podcast, Slideshare e Quora;

Cura le proporzioni: non postare, cioè, solo contenuti «tuoi» o su dite, self-promotional, ma anche news fresche di stampa e riflessioni varie, su temi in ogni caso profilati col tuo brand ma che possano, così facendo, rendere più variegato il tuo menu e andar a soddisfare al meglio ogni palato;

Fa’ di qualità e coerenza i tuoi valori primari.

  • Abbi una strategia di visibilità: pubblicare contenuti sulle tue piattaforme è un ottimo modo per creare il tuo pubblico, ma richiede anche molto tempo. Un modo più veloce per creare il tuo pubblico è attraverso l’esposizione al network di altre piattaforme. Qualche esempio per aumentare la tua visibilità:

Interviste & PR: cercare di farsi intervistare da esperti del settore in podcast, video, programmi TV e testate, sui new media o i canali di comunicazione tradizionali;

Guest blogging: scrivere articoli per altri blog e pubblicazioni online già noti e seguiti dal tuo target;

Public Speaking: cercare di partecipare come speaker a summit, eventi di spicco, Forum e convegni;

Partnership: costruire relazioni reciprocamente vantaggiose con altre persone e aziende.

  • Costruisci una comunità. Come già visto sopra a proposito della creazione della propria Buyer Persona, il «comandamento» è sempre: non cercare di volere a tutti i costi creare un pubblico ampio, omnicomprensivo. Mira piuttosto a diventare leader di una comunità in una nicchia specifica, con cui interagire, condividere idee, sostenersi a vicenda. Un paio di esempi utili in tal senso:

Crea e utilizza Gruppi Facebook ad hoc. Non soggetti all’algoritmo, e pertanto non nascosti da Facebook qualora tu non faccia pubblicità, ma al contrario dotati della preziosa virtù di notificare a tutti i membri la pubblicazione di nuovi post nel gruppo, e pertanto fonte di maggiore garanzia che le tue comunicazioni siano effettivamente lette e raggiungano davvero i tuoi contatti, i Gruppi sono attualmente tra le risorse più interessanti del social di Marc Zuckerberg;

Organizza eventi dal vivo, offline: è importante che il tuo target possa incontrarti e trascorrere del tempo con te di persona. Riunioni casuali, cene private, workshop, ritiri e gruppi di mente sono tutti ottimi modi per consolidare relazioni a lungo termine con il tuo pubblico.

 

da | Apr 6, 2019

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