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7 startup italiane che hanno fatto una exit nel 2018

7 startup italiane che hanno fatto una exit nel 2018

da | Business

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Tra i vari obiettivi di fare business e dell’avviare una startup c’è anche quello di fare exit, il termine che più attira l’attenzione di chi lavora nel mondo delle aziende innovative: chi ci riesce misura il suo successo, e chi ha investito e poi rivende ad un valore più alto può ritenere di aver avuto fiuto per gli affari!

L’anno scorso abbiamo assistito a 8 grandi successi, passando da quella che ha fatto più clamore, ovvero l’exit di Musement che è stata acquisita dal colosso tedesco Tui Group, fino alla “early exit” di Vorverc, che è stata annunciata da LVenture Group alla vigilia di Natale. Come succede quasi sempre, non è stato comunicato l’importo, nonostante la holding di partecipazione guidata da Luigi Capello sia quotata in Borsa. L’unica cifra che conosciamo riguarda l’exit di Meritocracy, acquisita da Openjobmetris: un milione di euro.

Ma vediamole tutte nel dettaglio.

Exit startup italiane: quelle del 2018

Musement va a TUI Group

Una delle più grandi aziende digitali del Paese che offre un servizio utile a conoscere e prenotare attrazioni e tour in tutto il mondo: è stata acquisita dal colosso tedesco TUI Group, ma l’intero team, founder compreso, rimarranno indipendenti all’interno di TUI Destination Experiences, la business unit di TUI Group dedicata al segmento Tours & Activities, che opera in 49 paesi nel mondo.

Possiamo sicuramente affermare che questa acquisizione rappresenta la più grande exit del settore tech travel italiano degli ultimi anni in un mercato, quello delle esperienze, che ha un tasso di crescita del 7% e oggi vale 150 miliardi di euro.

Meritrocracy acquisita da Openjobmetis

Meritocracy risponde a un bisogno: connettere i professionisti del digitale con chi li ricerca, attraverso una piattaforma innovativa che sfrutta una tecnologia di intelligenza artificiale. Fa un vero e proprio lavoro di recruting evoluto, mettendo in relazione le aziende con i migliori profili del web pronti al primo colloquio. È stata realizzata dalla startup Coverclip, fondata nel 2014 da Alberto Manassero e Riccardo Galli, con il supporto di United Ventures. La fonte di reddito è rappresentata dai servizi a pagamento che vengono utilizzati dalle aziende, ad esempio dei filtri specifici per selezionare candidati con delle determinate caratteristiche. Openjobmetis l’ha acquisita nella totalità del capitale.

Openjobmetis è un’agenzia per il lavoro presente sul mercato da oltre 17 anni, e che da tempo ha deciso di affacciarsi anche alla realtà digital, accelerando il processo mediante l’acquisizione di aziende che operano sul web. Anche per questo hanno deciso di collaborare con Mind the Bridge, che offre supporto alle startup nell’operazione di scouting; proprio la stessa Mind the Bridge ha supportato l’acquisizione di Meritocracy. 

Citel Group ha acquisito Zoro.ai

Zoro, un’azienda che si muove nel settore dei trasporti, nasce nel 2016 da un’idea di Federico Pozzi Chiesa, Julien Di Laura e Alessandro Andreozzi. Ha realizzato il primo chatbot aeroportuale italiano, attivabile sia sulla piattaforma Messenger di Facebook che sulle principali piattaforme di chat. Qual è stata l’idea geniale? Fornire in maniera rapida e intuitiva informazioni sui voli, sui servizi aeroportuali, sulle norme di viaggio e sui luoghi di interesse turistico da visitare nella città di appartenenza dello scalo, senza la necessità di effettuare il download di alcuna app e dialogando semplicemente con comandi di testo o vocali multilingua.

In due anni ha raggiunto risultati importantissimi, così da attirare l’attenzione di Citel Group, una società italiana con sedi anche in Brasile che si occupa di Information Technology e quindi di supportare medie e grandi aziende nei processi di digital transformation.

Nell’ambito di un piano di investimenti nel mondo dell’AI, ha deciso di giungere a un accordo con i founders per l’acquisizione di Zoro.

uFirst acquisisce Qurami

Qurami è stata un’app innovativa e di successo, in quanto permette ai fruitori di saltare le file presso le 400 strutture pubbliche partner. uFirst invece è un’applicazione che offre servizi nei settori del turismo. LVenture Group deteneva quote di Qurami e ha sottoscritto l’accordo preliminare per l’exit parziale, che va sotto al marchio uFirst con l’intento di creare la prima piattaforma globale in grado di snellire i servizi in città velocizzandone l’accesso.

Un gruppo anonimo cinese acquisisce Adaptica

Adaptica, nata nel 2009, si occupa di tecnologie ottiche adattive (realizza dispositivi portatili per rilevare errori di rifrazione e difetti visivi e soluzioni per la loro diagnosi e correzione), un mercato che promette un boom entro i prossimi 4 anni con un CAGR del 29%. M31 era il principale investitore di Adaptica e ha fatto la exit in favore di un grande gruppo di eye care cinese.

Svinando acquisita da Italian Wine Brands (IWB)

IWB è uno dei maggiori produttori italiani di vini, quotata alla borsa di Milano. Ha acquisito Svinando Wine Club attraverso la sua controllata Giordano Vini S.p.A.

Svinando è nata a Torino nel 2012 ed è stata uno tra i primi shop digitali di vini in Italia, crescendo costantemente fino ad arrivare a oltre 100.000 utenti, con un fatturato di circa un milione di euro. IWB ha deciso di acquisire Svinando per rafforzare la sua posizione anche nel settore della vendita online, così da servire i suoi oltre un milione di clienti in tutta Europa. 

Pier Paolo Quaranta, consigliere di amministrazione di IWB e CEO di Giordano Vini S.p.A., ha così commentato, in merito all’acquisizione di Svinando: “Abbiamo individuato in Svinando una startup perfettamente complementare e integrabile con il nostro modello di business, molto ben gestita e in perfetto equilibrio economico e finanziario. Tali presupposti, uniti a evidenti sinergie di costo e di ricavo, ci fanno ritenere che Svinando potrà apportare interessanti risultati al gruppo già a partire dal 2018.

Conclusioni

Forse a volte non è solo questione di fortuna. Basta un’idea forte e vincente e gli strumenti giusti per espandere il proprio business. Investire nelle startup serve all’ecosistema italiano, in questo momento storico di forte sviluppo digitale. E poi ci vuole anche gente che crede nelle idee altrui, e idee alle quali credere.

da | Lug 1, 2019

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