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Come si diventa un imprenditore di successo? Lo abbiamo chiesto a Max Formisano

Come si diventa un imprenditore di successo? Lo abbiamo chiesto a Max Formisano

da | Business

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Per sapere come si diventa imprenditore di successo abbiamo intervistato Max Formisano, imprenditore, formatore e coach, uno dei massimi esperti di public speaking, produttività e gestione del tempo.

Oggi condividiamo con voi l’interessante intervista a Max Formisano, che viene definito “il formatore dei formatori”, perché dalla sua scuola per esperti sono venuti fuori alcuni dei nomi oggi più riconosciuti in campo nazionale.

Nel 2003 ha fondato la Max Formisano Training, che al momento è l’azienda numero 1 in Italia per imparare a parlare in pubblico, a fare formazione ad alti livelli e a gestire meglio il proprio tempo e la propria produttività.

È possibile seguirlo nei suoi 3 corsi live o nel portale online “Max Formisano Elite Club”.

Il taglio che ho deciso di dare all’intervista è di tipo un po’ personale: non abbiamo tanto parlato della sua professione ma della sua quotidianità, del come sia riuscito a raggiungere certi traguardi e del suo modo di intendere il successo. Quindi mettetevi comodi e continuate a leggere: ci sono tanti consigli utili a chi vuole diventare una persona di successo.

Intervista a Max Formisano

  1. Secondo te, per diventare una persona di successo, devi nascere con la stoffa del leader o è possibile imparare ad essere vincenti?

Ci sono degli studi a tal proposito: alcune persone già nascono con la leadership, e buon per loro. Altre persone devono invece sviluppare le qualità tipiche del leader: sicurezza interiore, autostima, sapersi porre obiettivi concreti, imparare a lasciarsi guidare dalla vision. La vita in fondo è vita in mano nostra, e non conta tanto quello che ci accade ma come rispondiamo agli eventi. Quando si acquisisce questa consapevolezza e la si interiorizza, allora e lì che si svolta.

  1. Secondo te ci sono delle caratteristiche caratteriali che deve possedere una persona che vuole diventare imprenditore?

Ce ne sono tante. Una persona che vuole diventare imprenditore deve sapere che essere esperto in qualcosa non basta: essere bravissimo a fare i gelati è l’ultima cosa necessaria per aprire una gelateria di successo. Occorre infatti possedere una serie precisa di cose, come saper gestire le risorse umane, capire i numeri, saper ragionare per obiettivi, conoscere il marketing e il meccanismo delle vendite. Insomma, occorre prendere libri e studiare, fare corsi, cose che solitamente la gente non fa, credendo che basti solo la passione. Per via di queste lacune imprenditoriali almeno il 50% delle piccole aziende chiude dopo 2/3 anni.

  1. Che consigli dai a chi vuole buttarsi ma si sente impaurito o bloccato?

Regola sacra: le 3 P. Credo che per lanciarsi in un business servano Passione, Preparazione e Prospect. La prima è la molla che ti fa individuare un settore. La seconda ti serve per non fare un buco nell’acqua: occorre acquisire competenze prima di entrare nel business, o anche durante, perché se aspettiamo che tutto sia pronto non ci lanceremo mai. E infine il Prospect, ovvero i potenziali clienti, il mercato. Bisogna capire di cosa ha bisogno il mercato, e intercettare una risposta innovativa. I bisogni si individuano ascoltando le lamentele della gente.

  1. Puoi fissare temporalmente un punto di svolta? Un evento o un’esperienza che ti ha cambiato la vita?

Più di uno. Sicuramente il primo momento decisivo della mia vita si colloca intorno ai miei 25 anni quando, dopo aver fatto prima il liceo classico e poi giurisprudenza, ho capito che la carriera scolastica non faceva per me; per cui mi sono immesso nel mondo del lavoro nel settore del giornalismo, e ho capito l’importanza delle passioni. Se scopri le tue passioni e trovi il modo per seguirle hai già fatto il salto di qualità. 

Il secondo punto di svolta lo associo a un libro che mi ha cambiato l’esistenza: “7 regole per avere successo” di Stephen Covey. Da questa lettura ho iniziato a capire di aver del lavoro da fare su me stesso, sulla mia timidezza, sulla mia permalosità, sull’insicurezza. Prima di iniziare a frequentare dei corsi di formazione ero una persona completamente diversa: non mi crede mai nessuno!

  1. Descrivici la tua routine: com’è la giornata tipo di un grande businessman? Hai delle abitudini che fanno la differenza (ad esempio svegliarti molto presto, o fare uno sport specifico, o rinunciare alla tecnologia nel weekend)?

Sì, ho delle rutine ma anche alcune piccole abitudini quotidiane mattutine che insegno nei miei corsi. La prima cosa che faccio è bere un bicchiere d’acqua e pulire la lingua con un nettalingua o un cucchiaino per eliminare le tossine notturne che si accumulano su di essa, così che non vengano rimesse in circolo.

La pratica che invece più mi sta dando soddisfazioni è scrivere una pagina A4 di diario, dove annoto le riflessioni sulla giornata precedente.

Nella mia routine mattutina precedente invece c’era lo sport (pratico tennis da tavolo a livello agonistico, volgarmente pingpong), che adesso ho spostato al pomeriggio, visto che mi alleno 4/5 volte a settimana.

Un’altra cosa da fare che consiglio sempre ai miei corsi è quella di riservare almeno 15 minuti al mattino per sé stessi, per leggere o meditare; assolutamente bandita la tecnologia: niente smartphone, email, social, serie TV, né tantomeno il TG con la hit parade delle 10 cose terribili successe il giorno prima, che di certo non ci regala un bel risveglio.

  1. La tecnologia ha di certo cambiato le nostre esistenze: secondo te, quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi che ha apportato?

La tecnologia ci migliora l’esistenza, ma l’abuso ce la peggiora, e la società odierna sicuramente ne abusa. Prima, per ricevere informazioni, occorreva telefonare, faxare, aspettare… Adesso basta Google, che in 4 secondi ci risponde. Però l’uso che si fa oggi della tecnologia, soprattutto degli smartphone, peggiora soprattutto le nostre relazioni: andiamo a prendere un caffè con un amico e non resistiamo proprio a lasciare il cellulare da parte. Viviamo relazioni peggiori e ci blocca i pensieri. Non riflettiamo più. Per questo credo occorra darsi dei limiti.

La mia è un’azienda di smart working, quindi uso la tecnologia quotidianamente per lavoro, ma nella mia vita privata la evito. Preferisco andare nella natura, che è in grado di farti intuire cose che nella vita di tutti i giorni ti sfuggono. Questi concetti sono tutti raccontati in maniera approfondita sul mio libro “Produttività 300%”.

  1. Sei stato uno dei primi investitori di questa nuova campagna di crowdfunding di Social Academy: cosa ti ha spinto a prendere questa scelta?

Ho visto crescere Social Academy in maniera velocissima, e ad attirarmi sono stati proprio i numeri della crescita. Poi sono stato a Roma, e ho visto che l’azienda non ha sede in una stanzetta buia e tetra ma è una bella realtà, situata presso uno dei più grandi acceleratori d’Italia. E poi c’è il tavolo da ping pong! Insomma, ho creduto nelle persone e nell’idea che hanno avuto, e in qualcosa devi pur credere nella vita. Ho messo in azione i due elementi principali che abbiamo per decidere, la testa (propensione all’analisi) e il cuore (la fiducia), ed entrambi mi hanno detto sì. E poi mi servirò dei servizi della piattaforma che Social Academy ha lanciato: Business in Cloud, un investimento che risponde esattamente ai miei bisogni.

 

da | Lug 1, 2019

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